Io e Minerva

Da sempre sono cinefila, non troppo cinofila, anche se ai cani piaccio molto. Faccio parte di quella moltitudine, non originale, che per i gatti ha una passione incondizionata.

Sono cresciuta in una casa sempre invasa da ospiti, di tutte le nazionalità, e per lavoro ho molto viaggiato. Credo che sia per questo che ho sempre considerato un piacere e una grande opportunità incontrare persone nuove.

Oggi che lo spazio me lo permette, sono felice di aprire la mia porta.

Da qualche anno, però, la regina della mia vita è Minerva: inusitatamente lunga (soprannome: paraspifferi), soffice come un piumino da cipria, gentile quando crede, scontrosa perlopiù.

Insomma, una gatta.

HUMANS OF FRONTIN

La vera regina della Serra, però, è Minerva, felino bello e imprevedibile. Nessun dubbio in proposito.
In montagna, a Cortina d’Ampezzo, c’è nato e cresciuto e ama i libri, appassionatamente. Così si è inventato Una montagna di libri, il festival che dal 2009 porta tra le Dolomiti scrittori da tutto il mondo.
Un giorno si è fatto una domanda: ma se romanzi e racconti fossero architetture, che forma avrebbero? Da allora continua a chiederlo a chi partecipa ai suoi laboratori di Architettura Letteraria.
Che i libri per i bambini non siano affare di piccola importanza ce lo avevano chiaro. Così hanno creato una casa editrice che li immagina e li crea, con grandissima serietà. E altrettanto divertimento.
Il suo ispettore Stucky sta per approdare in tv, ma continua a scrivere con una ricetta sicura: un po’ di cronaca, una buona dose di delitti, una spolverata di ironia. Quanto basta.
La sua missione: dare un nome anche agli ultimi, quelli che la Storia e le cronache dei giornali non considerano. Dalle persone scomparse ai naufraghi, morti seguendo una speranza.
Da dieci anni cura una rubrica sul santo del giorno per il Post. A forza di accumulare storie, ha deciso di riunirle in una guida. Non proprio in odore di santità.
Loro si definiscono volontari, ma di bene nel loro spazio milanese ne fanno tantissimo. Insegnando a ragazze e ragazzi a scrivere, e diventari autori delle loro vite.
Le sue storie partono dalla nostalgia, una folla di profumi, voci, sapori, sogni a occhi aperti. Per raccontare gli strappi e le consolazioni di addii, arrivi e partenze. Insomma, la vita.
Scrive e insegna agli altri a scrivere la loro storia più intima. Tutti abbiamo dentro la nostra autobiografia, ci mancano solo le parole per fissarla su una pagina bianca.
Ci sono molti modi di non soccombere alle tempeste e ai terremoti che ci prepara la vita. Il suo: guardarle con occhi curiosi e raccontarle con una voce forte, sorprendente.
Pubblica racconti e romanzi, suoi, e soprattutto quelli degli altri. Ma solo se decide che si siano conquistati l’occasione di vivere l’avventura più grande, quella di incontrare i lettori.
Dare voce agli altri – politici, istituzioni, eventi – è il suo mestiere. Passare a farlo per una squadra di personaggi che si muove in una Milano noir come lo smog, è stato facile.
Ama la musica (vedi alla voce rebetiko) e la Grecia, che le scorre nel sangue (vedi alla voce: mamma).
Scrive di scienza, con particolare attenzione al mondo vegetale. Ha proposto una Dichiarazione universale dei diritti delle piante.
Racconta storie a partire dalla Storia, la sua passione. Ha scritto di cucina, denaro, fiumi e, molto, di Venezia.
Vive per il teatro, ma ha anche altre passioni: tango, canto a cappella, fisarmonica, due ruote (sia a motore sia a pedali). E le montagne.
Galeotto fu il cibo, quello buono e preparato bene. E la voglia di divertirsi, cucinando. Risultato: un libro appetitoso, scritto (e servito) a quattro mani.
Fare poesia, dice, è un modo di vedere, interpretare, raccontare il mondo. E quindi: chi ha occhi e cuore, è un poeta.
Alla Russia, in tutte le sue più inaspettate sfumature (molte più di 50) si dedica da una vita. Condendo lo studio con una robusta curiosità per il cibo, in ogni forma e latitudine.
Come si crea un libro di successo? Cucendo un abito su misura all’autore, e leggendo gli indizi che prevedono i desideri dei lettori. Un po’ sarto, un po’ indovino.
Pratica yoga da molti anni e lo insegna anche. Perché è la bussola che ci aiuta a trovare l’unica forza che conta davvero, quella che abbiamo dentro di noi.
Quando non impegna il cervello in complicate formule chimiche e matematiche, lo usa per aiutare personaggi improbabili a risolvere misteri.
Di Virginia Woolf ha raccontato (e tradotto) tutto quello che c’era da sapere, e continua a sorprenderci. Tra donne sapienti ci si intende.
La prima, Nicoletta, vive e lotta a Bologna. Clara si divide tra Castelfranco e Asolo. Condividono il desiderio, folle e meraviglioso, di trasformare il mondo nel paradiso dei lettori.
Per la maggior parte del tempo si occupa di fusione nucleare. Quando ha voglia di rilassarsi, prova a misurare l’universo. E non solo quello.
Ci sono molte forme di consolazione dagli scossoni della vita. Scrivere di cinema non è una delle peggiori: costa meno dei diamanti e tiene più caldo nelle sere d’inverno.
Ha uno straordinario talento nel prestare la sua voce, ma la passione che la consuma, a fuoco lento, è quella per la cucina storica: il primo libro che ha scritto racconta il Risorgimento partendo da un menu.
I vampiri non sono il primo argomento cui si pensa parlando di filologia. E neppure gli orchi. Il bello dell’essere curiosi è che non c’è limite agli orizzonti.
Si può essere artisti in molti modi: colorando il bianco di una tela, trasformando la materia e le forme. Sempre, spalancando nuove finestre sulla vita.
Non ha dubbi che le parole siano un modo di guardare il mondo, e lo cambino. Ma diffida, sempre, delle certezze incrollabili.