Vivaio letterario

Cime, giungla, arrivi e partenze: si fa presto a dire Veneto

26 agosto VIVAIO XL con Paolo Malaguti

«Alla fine, gira e volta quanto vuoi, si ritorna sempre allo stesso punto. Che c’è chi la terra ce l’ha, e c’è chi la terra non ce l’ha. Quando non ce l’hai, anche se lavori e ci sudi e ci muori, lo fai da bracciante, da fittavolo, da mezzadro, e quindi ogni porco giorno della tua esistenza hai sempre quel chiodo che gratta nel polmone, che ti leva forza a ogni respiro, perché per quanto buona sia l’annata, per quanto siano rigogliose le spighe, o pesanti i grappoli, o abbondanti le piogge, la terra per cui vivi e muori resta di altri. La fame è una brutta bestia. Ma la fame di terra, se possibile, è ancora più bastarda, perché nella fame di terra ci nasci e ci muori, e non ti molla un giorno, e non c’è modo di sopirla, perché la terra, Dio bello, la terra è sempre poca, o sempre d’altri, e ogni giorno la terra ce l’hai lì davanti agli occhi, e la sogni, la speri, la preghi, finché la terra stessa, brutta puttana, ti accoglie in quattro assi con una croce sopra » Piero fa la Merica

Paolo Malaguti è nato a Monselice (Padova) nel 1978. È autore di Sul Grappa dopo la vittoria (Santi Quaranta 2009), Sillabario veneto (Santi Quaranta 2011), I mercanti di stampe proibite (Santi Quaranta 2013), La reliquia di Costantinopoli (Neri Pozza 2015, con cui ha partecipato al premio Strega), Nuovo sillabario veneto (BEAT 2016), Prima dell’alba (Neri Pozza 2017), Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia, paesaggio veneto e fantasie (Marsilio 2018) e L’ultimo carnevale (Solferino 2019). Per Einaudi ha pubblicato Se l’acqua ride (2020, premio Latisana per il Nord-Est ex aequo, premio Biella Letteratura e Industria, e finalista al premio Campiello), Il Moro della cima (2022, premio Mario Rigoni Stern e premio Monte Caio) e Piero fa la Merica, da poco in libreria.

Dove, come, quando

Sabato ore 20.30 nel giardino di villa Alpago-Novello, via Frontin 92. In caso di pioggia, l’incontro si terrà nella sala conferenze di Palazzo delle Contesse a Mel. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

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